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Caos movida, residenti sul piede di guerra: "Non ne possiamo più"

Tensione alle stelle nei luoghi della movida napoletana

La movida "fracassona" continua a colpire. Nei baretti di Chiaia, in via Aniello Falcone e al centro storico si moltiplicano gli episodi di malcontento dei residenti nei confronti dei frequentatori delle notti napoletane in particolare nei weekend.

In via Aniello Falcone un uomo ha denunciato di essere stato aggredito dai titolari di un esercizio commerciale. La discussione sarebbe nata proprio a causa dei rumori molesti prodotti dagli avventori del locale. Nel cuore di Chiaia, in via Cavallerizza, nel weekend, un residente ha lanciato un vaso dal balcone esasperato dai rumori generati dalla folla in una zona ad alta densità di baretti e locali notturni e in vicoletto Belledonne è arrivata una secchiata d'acqua sui giovani presenti in strada in quel momento.

«Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una pericolosa deriva dei già tesi rapporti tra residenti, gestori ed avventori dei baretti della cosiddetta movida. Per quanto riguarda la zona di Chiaia abbiamo rilevato che le pattuglie dell'Esercito, che pure per un periodo erano comparse in zona, non si vedono da tempo». Queste le parole del presidente della Municipalità I Francesco de Giovanni. «Stamane – prosegue de Giovanni, insieme all’assessore agli Affari generali Fabio Chiosi - abbiamo scritto al Prefetto per sollecitare nuovamente l'impiego delle pattuglie miste e chiedere anche l'installazione di nuove telecamere. Nel contempo abbiamo anche inviato una nota all'assessore alle Attività Economiche del Comune di Napoli, ribadendo la necessità di emanare un’ordinanza che contingenti gli orari di chiusura dei pubblici esercizi nelle zone altamente residenziali. Abbiamo altresì inviato esposti alla polizia Locale ed all'Asl per le verifiche sulle licenze, occupazioni di suolo pubblico ed emissioni sonore e fumogene. Siamo molto preoccupati - incalzano i due esponenti della Municipalità - perché riteniamo che l'inerzia del Comune possa portare ad innalzare il livello dello scontro tra gestori ed avventori nei confronti dei residenti che, ormai, sono davvero esasperati perché privati del diritto al riposo». «Per quanto ci riguarda - concludono de Giovanni e Chiosi – riteniamo che il Comune non possa restare immobile. E alla luce della recente sentenza del Tribunale di Brescia, che certamente avrà seguito anche a Napoli, ci sarà una chiara responsabilità patrimoniale degli amministratori che non sono intervenuti, allorquando il Comune sarà condannato a risarcire i danni, proprio come accaduto a Brescia».

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