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Villa comunale Gruppi di cittadini promettono battaglia Le foto

Napoli liberal denuncia la condizione di degrado della villa comunale di Napoli. Scritte sui muri, immondizia per le vie, erbacce e fontanelle malfunzionanti e cantieri mai finiti. L'associazione "esporre una denuncia e a chiedere a Palazzo San Giacomo informazioni su quanto costano all’anno la manutenzione del parco"

villacomunale-240E' di un paio di giorni fa l’ennesima denuncia, questa volta esposta dai membri dell’associazione Napoli liberal, sulle condizioni in cui versa la Villa comunale di Napoli.

I membri dell’associazione, per lo più giovani, hanno filmato a più riprese oltre al degrado del parco anche le nuove e bizzarre abitudini dei giovani napoletani.

Abbiamo fatto un giro nella villa. C’è chi si tuffa nelle fontane e chi scrive frasi d’amore e non sulle statue.  C’è anche chi scambia le aiuole per cassonetti dell’immondizia, dei quali il parco manca quasi del tutto.

E poi ancora erbacce, carte, bicchieri, i tombini vicino alle fontanelle che straripando creano delle fosse d’acqua stagnante che unite alla polvere della bizzarra pavimentazione, mai completata, che rendono anche difficile il camminare.

Saltano agli occhi i cantieri abbandonati. Tra questi la casina pompeiana di Napoli.
La ristrutturazione è iniziata nel settembre 2007, grazie ai fondi stanziati dall’Unione Europea, la chiusura dei cantieri doveva avvenire l’anno passato, ma ora a distanza di un anno preciso ,la casina è ancora del tutto dismessa.

Il presidente dell’associazione Napoli Liberal Ninni De Santis dichiara di essere pronto a esporre una denuncia e a chiedere a Palazzo San Giacomo informazioni su quanto costano all’anno la manutenzione del parco e la pulizia del litorale e chi sono i responsabili dei tanti cantieri aperti anni fa e puntualmente dimenticati: «Ormai l’unico modo per cambiare le cose è portare gli amministratori in Tribunale o costringerli a individuare chi lavora male, sebbene pagato profumatamente - aggiunge - Spesso sono complici e allora non resta che mandare tutti a casa chiamandoli nel frattempo a rispondere dei loro errori prima che pensino di ricandidarsi».
 
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