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"Hanno gettato via coperte e vestiti dei clochard": la denuncia di Karol

"E' la terza volta che succede", rivela a NapoliToday Salvatore che con sua moglie Simona e una decina di volontari raccoglie e dona vestiti e cibo ai senza tetto di Napoli

"Non è possibile. Hanno gettato via le coperte ed i vestiti delle persone persone che vivono alla galleria. E' la terza volta che succede. E' assurdo", denuncia a NapoliToday Salvatore che con sua moglie Simona e una decina di volontari raccoglie e dona vestiti e cibo ai senza tetto di Napoli. "Hanno di nuovo fatto piazza pulita di coperte. Si sono presi tutto, coperte, vestiti, mutande. Hanno buttato tutto quello che avevamo. Ora come facciamo", denuncia un clochard della Galleria Umberto. 

KAROL

"Con il gruppo che abbiamo creato andiamo negli ospedali pediatrici a portare un po' di felicità e di sorrisi ai bambini. Non abbiamo aiuti economici, ci offrono soldi, ma non li accettiamo, non siamo una Onlus e per noi la trasparenza è tutto. I nostri donatori ci danno coperte, vestiti, cibo. Prepariamo 200-250 porzioni, oltre ai panini che ci dona ogni singola persona, per consegnarli, assieme a scarpe, oggetti per l'igiene personale e tanto altro, ai clochard il giovedì. Iniziamo da piazzale Tecchio, poi ci rechiamo nella stazione di Mergellina. Negli altri altri giorni invece ritiriamo quello che i donatori offrono casa per casa. Se queste persone vogliono essere taggate lo facciamo, non per pubblicità, ma per spingerne altre a fare altrettanto", spiegano Simona e Salvatore, che hanno vissuto il grave lutto della moglie della figlia Karol per una terribile malattia e che hanno anche da accudire due figli disabili, ma nonostante ciò trovano del tempo ogni settimana per aiutare le persone più sfortunate.

APPELLO

"Chiunque può aiutarci, bastano due ore il giovedì o un pacco di pasta. Donate con il cuore. Noi facciamo stare bene queste persone. Portiamo il "Sorriso di Karol". I donatori sono persone comuni di qualsiasi estrazione sociale, oltre ad una nota azienda di legumi. Ora siamo otto persone a scendere il giovedì e ci sono due cuoche. Facciamo questo per meritarci un posto vicino a nostra figlia. Per ricongiungerci in futuro con lei bisogna farne di bene su questa Terra", conclude Simona.

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