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Passeggiata a San Ferdinando: degrado, incuria e abbandono

Il centro storico di Napoli è abbandonato a se stesso, da Piazza Plebiscito alla collina di Pizzofalcone, passando per Monte Echia fino alle rampe Lemont Young: tutto immerso nel degrado

Un mix di incuria, abbandono e sciattezza alla base di tutto. Un ottimo punto di pa

rtenza se l'arrivo è il degrado. La postilla è necessaria: non si sta parlando delle martoriate periferie napoletane, bensì del pieno Centro Storico.
Il degrado si taglia a fette, lo si percepisce camminando. Lungo i marciapiedi uno dei primi paradossi: venditori ambulanti, per lo più extracomunitari sono sistemati con delle lenzuola a terra. Sulle stesse è esposta la merce in vendita: cianfrusaglie di tutti i generi, dalle borse ai cd, dai dvd ai semplici gadget per i cellulari. Anche ombrelli all'occorrenza. Tutto rigorosamente contraffatto. Alcune grate delimitano una piccola area di cantiere: si sta riparando un tratto del cedevole basolato lavico che fa da pavimentazione. Un'insidia in più per i passanti quando sono rotti.


Arrivando a Piazza Plebiscito, sotto il Palazzo Reale, fervono i preparativi per la maratona che si correrà domenica. I gazebo e i nastri di partenza sono già stati montati. La piazza considerata il simbolo del fu "Rinascimento Napoletano", la piazza restituita alla città, ma lo "stato di salute" del Plebiscito non è dei migliori, tutt'altro. Il colonnato della Chiesa di San Francesco di Paola abbraccia l'intera piazza. Viene utilizzato come orinatoio: il tanfo è nauseabondo. Il colmo: sotto piazza Trieste e Trento c'è un sottopassaggio con tanto di servizi igienici. Ingresso sbarrato, bagni inattivi. Il lato sinistro del colonnato è completamente abbandonato, vuoto. Sotto quello di destra guardando la chiesa ci sono quattro esercizi commerciali attivi. Un bar, all'angolo con piazzetta Carolina, la libreria internazionale"Treves", un ufficio del turismo e lo studio fotografico "Parisio".


Incontriamo il proprietario della libreria, Gennaro Di Martino che ci dice: "Per rilanciare il colonnato bisogna farlo vivere, ma bisogna risolvere a monte altre problematiche, sociali" Quali? "I bambini che giocano a pallone in questa piazza: io lo capisco, Piazza Plebiscito è tra il Pallonetto e i Quartieri Spagnoli." Prosegue: "La piazza è un luogo di ritrovo e di giochi. Evidentemente, ai bambini mancano spazi dove andare a giocare." Il Comune inaugurò un campetto al Molosiglio, mancano i fondi per l'agibilità."


Poi torna sul colonnato: " Bisognerebbe organizzare una mostra al mese." Non nasconde la sua amarezza: "Avevo proposto al Comune di organizzare una mostra nel periodo natalizio, non se ne fece più niente." Ma promette "Non mi arrendo. Insisterò." Mentre conversiamo sul colonnato un pallone calciato dai bambini che giocano nella piazza ci raggiunge, "Vedi, è come ti dicevo" Poi: "Qualche tempo fa un mio cliente svenne, colpito da una pallonata." Un altro paradosso lo racconta il barista: "Il colonnato è proprietà del Demanio, la piazza del Comune. Anche la pulizia è suddivisa così: il colonnato spetta alla NapoliServizi, la piazza all'ASIA." E gli scalini? "Nessuno li pulisce!" Questo spiega il motivo per cui le erbacce si erano formate tra gli scalini, crescevano indisturbate. È ancora De Martino a svelare: "Erano venuti con delle pale, attrezzi inadeguati per fare il lavoro. Il giorno dopo sono venuti con un tagliaerba e le hanno rimosse." Le erbacce sono state tagliate. Non il degrado, che al momento permane.
C'è dell'altro, le scritte sui monumenti. Niente è stato risparmiato: colonnato, muri, i basamenti dei cavalli. Non si sono salvati nemmeno i due leoni, re della giungla a guardia della piazza. Scritte di tutti i generi. Indice di stupidità cronica e di profonda incuria del Patrimonio pubblico.


La collina di Pizzofalcone è alle spalle di Piazza Plebiscito. Per raggiungere Pizzofalcone è necessario attraversare il Pallonetto: un dedalo di vicoli a ridosso di Santa Lucia. Da via Monte di Dio scende una macchina in controsenso: è una volante della polizia. A Monte Echia, primo insediamento greco della città, molte ombre e poche luci. L'oratorio "Don Bosco" è gestito da due suore, aiutano i bambini del quartiere. Accanto all'oratorio c'è una Chiesa abbandonata, sconsacrata. Una chiesa emblema dell'abbandono. L'ingresso è murato. Una selva di erbacce ne impedisce l'ingresso. I vetri rotti sono una sentenza, ma permane un interrogativo: quale sarà il suo destino, sospesa tra la Curia e il Demanio? Di fronte la chiesa due televisori e un lavandino, abbandonati qui da chissà chi.


Poco più avanti si sta lavorando. Un cantiere che rappresenta un barlume di luce. Si sta costruendo un impianto elevatore. Una volta ultimato da Santa Lucia arriverà fin qui sopra. I tecnici che seguono l'andamento dei lavori sono ottimisti. Ci invitano a fare un giro all'interno. Ci illustrano i lavori: "Questo macchinario proviene da una ditta tedesca." Sulla realizzazione "Stiamo rispettando il crono programma." Un azzardo sui tempi: "Tra un anno e mezzo sarà finito, pronto." Darà slancio alla zona. Due cabine porteranno turisti e non ad ammirare il panorama. Progettista dell'opera il Prof.Ing. Renato Sparacio.


Continuando a camminare si arriva alle Rampe "Lemont Young", collegano Pizzofalcone con via Chiatamone, alle spalle dei grandi alberghi. Lungo le rampe incontriamo Pasquale Della Monaco, da 40 anni vive qui e si batte per la riqualificazione della zona. Nasce come attore teatrale, si occupa anche di pittura e ceramica. Nel 2000 un incendio doloso colpì Villa Ebe, il racconto di Della Monaco si interrompe: "Che tristezza rievocare quell'episodio. Se non mi fossi battuto fortemente - spiega - per farlo vincolare dalla Soprintendenza, dopo l'incendio sarebbe stato demolito."
E adesso? "È rimasta solo l'ossatura dell'edificio" I progetti ci sono, e non pochi. "Mi ero anche offerto di curarlo, di occuparmene; ma evidentemente non c'era interesse." Ma a farne le spese è stato il Quartiere, la cittadinanza. "Si è preferito lasciarlo marcire così ed è un vero peccato. È diventato una discarica. Versa in uno stato di completo abbandono." Nel 2013 il Forum delle Culture farà tappa a Napoli, chissà che quella non possa essere una data cruciale per tanti progetti al momento al palo.

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